Cosa vuol dire rifasare un impianto:

Rifasare  vuol  dire  ridurre  lo  sfasamento  fra  la  tensione  e  la  corrente introdotto da un carico induttivo (figura 1); significa aumentare il valore del fattore di potenza  (cosϕ)  del  carico  allo  scopo  di  ridurre,  a  parità  di potenza  attiva,  la  corrente  circolante,  con  la  conseguente  diminuzione delle perdite per effetto Joule nei conduttori e della caduta di tensione.

Figura 1: Diagramma vettoriale della tensione e della corrente di un carico induttivo (la corrente I’ è la corrente risultate dopo l’installazione dell’impianto di rifasamento)

Figura 1: Diagramma vettoriale della tensione e della corrente di un carico induttivo (la corrente I’ è la corrente risultate dopo l’installazione dell’impianto di rifasamento)

Il problema ha origine con l’alimentazione delle macchine elettriche (motori e trasformatori)che per il loro funzionamento assorbono, oltre alla potenza attiva, anche potenza reattiva.

Il fenomeno è descritto graficamente dal triangolo delle potenze (figura 2), dove troviamo indicate le tre potenze: attiva P, reattiva Q e apparente S, con il relativo angolo di sfasamento cosϕ.

Figura 2: Triangolo delle potenze

Figura 2: Triangolo delle potenze

Per limitare l’effetto dell’aumento della corrente prodotta dal basso fattore di  potenza  nei  conduttori,  con  ripercussioni  anche  sul  dimensionamento delle  linee  di  distribuzione  e  di  trasmissione  del  sistema  elettrico,  sono previsti corrispettivi per il prelievo dell’energia reattiva a carico dei clienti, noti anche come penali per basso fattore di potenza.

Secondo quanto prescritto nel provvedimento del Comitato Interministeriale  dei  Prezzi  del  29  agosto  1961:  “Unificazione  delle  tariffe per l’energia elettrica in tutto il territorio nazionale”, il fattore di potenza del prelievo non deve essere inferiore al valore di 0,9 nel caso d’illuminazione privata.

Qualora non si verifichi questa condizione, l’impresa fornitrice può richiedere, “che  l’utente  modifichi  il  proprio  impianto  in  modo  da  riportare ad un valore non inferiore a 0,9 il fattore medio mensile del prelievo”.

Dal   punto   di   vista   tariffario,   il   meccanismo   “penalizzante”   consisteva nell’aumentare  dell’1%  il  prezzo  dell’energia  prelevata  (in  kWh)  per  ogni centesimo di valore del fattore di potenza inferiore a 0,9.

Anche per le forniture per forza motrice e per usi industriali, commerciali e agricoli  diversi  dall’illuminazione  è  previsto  che  “il  valore  del  fattore  di potenza   istantaneo,   in   corrispondenza   del   massimo   carico”   non   sia inferiore al valore di “0,8 e quello medio mensile non deve essere inferiore a  0,6”;  per  le  forniture  con  potenza  impegnata  superiore  ai  10  kW  è prevista la maggiorazione del prezzo del kWh dell’1% per ogni centesimo di valore di fattore di potenza medio inferiore a 0,8.

Il sistema di calcolo del corrispettivo per basso fattore di potenza è stato modificato con il provvedimento del Comitato Interministeriale dei Prezzi n. 12/1984,  che  ha  introdotto  corrispettivi  specifici  per  i  prelievi  di  energia reattiva  compresa  tra  il  50  e  il  75%  dell’energia  attiva  e  per  i  prelievi  di energia reattiva eccedente il 75% dell’energia attiva.

I  corrispettivi  sono aggiornati  dall’Autorità  per  l’energia  elettrica  il gas  e  il servizio idrico (AEEGSI) e contenuti nel Testo integrato delle disposizioni dell’Autorità  per  l’erogazione  dei  servizi  di  trasmissione  e  distribuzione dell’energia  elettrica  (Allegato  A  –  Delibera  ARG/elt  199/11).  Il  valore aggiornato è riportato in figura 3.

 

Figura 3: Corrispettivi per prelievi di energia reattiva

Figura 3: Corrispettivi per prelievi di energia reattiva

Cos’è il fattore di potenza

Fattore di potenza: è un parametro funzione del rapporto tra l’energia reattiva e l’energia attiva immesse o prelevate in un punto di immissione o di prelievo.

Rifasare, pertanto, significa non solo dimensionare al meglio gli impianti elettrici, ma anche risparmiare sugli importi addebitati nella fattura elettrica per i prelievi di energia reattiva.

Fonte