DOMANDA

Mi trovo nella condizione in cui l’impresa edile vorrebbe fare un unico impianto fotovoltaico condominiale a servizio di una palazzina con 6 alloggi per poi collegarlo al QEPC parti comuni, dal quale saranno derivate n.6 linee a servizio delle n.6 pompe di calore delle singole unità abitative.
In pratica oltre alla linea derivata dal contatore di ogni alloggio privato, verrebbe portata un’altra linea all’interno della proprietà privata del singolo condomino, ma dedicata alla pompa di calore.
 Anche accettando la condizione d’avere due alimentazioni in ogni alloggio, (rispettando le varie protezioni e condizione di posa delle condutture), questa condizione fiscalmente e legalmente è accettabile? Si rischierebbe di evadere le tasse sulle varie accise per la produzione? E’ configurabile come sub-vendita di energia elettrica tra condominio e privati?
Il buon senso mi direbbe che non è fattibile questo tipo di configurazione impiantistica, ma per rispondere al cliente avrei bisogno un vostro autorevole parere.

RISPOSTA

L’impianto fotovoltaico condominiale deve alimentare solo ed esclusivamente le utenze condominiali. La configurazione dal lei prospetta non è applicabile ai sensi delle vigenti disposizioni regolamentari e di legge: l’impianto alimenta più unità di consumo e non può costituire un Sistema Efficiente di Utenza (SEU) per cui pagherebbe gli oneri generali di sistema su tutta l’energia consumata. Inoltre il condominio distribuirebbe energia elettrica ai singoli utenti, attività in contrasto con l’art. 1 del Decreto Bersani (DLgs 16 marzo 1999), il quale prevede che l’attività di distribuzione elettrica sia svolta in regime di concessione ministeriale (MiSE).

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