DOMANDA

Il responsabile dei lavori in un cantiere edile (ristrutturazione) non mi permette di utilizzare le prese dell’impianto preesistente e mi impone di realizzare un impianto “di cantiere” dedicato alla ristrutturazione. Secondo me è uno spreco di risorse, in quanto le prese preesistenti vanno benissimo per attaccare i piccoli strumenti necessari ai lavori (flessibili, tassellatori, forse martelli pneumatici). Inoltre le condutture dell’impianto di cantiere sarebbero “a vista”, mentre quelle preesistenti sono a parete, con conseguenti vantaggi per la sicurezza. Infine per quanto concerne “la bolletta”, non cambia nulla in quanto mi dovrei derivare dal contatore dell’edificio (non è prevista la posa di un contatore per il cantiere). Vorrei un parere in merito e se possibile un riferimento legislativo preciso.

RISPOSTA

Esiste un riferimento normativo, ed è la Guida CEI 64-17 “Guida all’esecuzione degli impianti elettrici nei cantieri”. L’art. 4.5 fa al caso suo: “Ove risultino disponibili prese di un impianto fisso preesistente al cantiere, è consentita l’alimentazione di apparecchi utilizzatori mobili o trasportabili, senza dover realizzare un impianto di cantiere. È necessario rispettare le condizioni di sicurezza previste dalla Norma CEI 64-8, ed in particolare le prese utilizzate devono essere protette da un differenziale con sensibilità di 30 mA e l’impianto fisso deve essere realizzato in conformità alla stessa Norma CEI 64-8, e risultare adatto a sopportare le condizioni ambientali derivanti dall’attività di cantiere.
Si deve quindi verificare che la presenza di polveri, spruzzi d’acqua o passaggio di mezzi ecc. siano sopportabili dall’impianto stesso”.

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