«Devo scegliere la corrente di scarica degli SPD che devo porre a protezione del quadro generale della scuola elementare del paese (50 alunni circa). La Norma CEI 64-8 dell’anno scorso ha introdotto alcuni cambiamenti, mi potreste spiegare come fare e come giustificare il progetto all’ufficio tecnico comunale (geometra)?» chiede un lettore della rivista “L’impianto elettrico”.

Dal momento che il lettore cita la Norma CEI 64-8, immagino che il quadro della scuola della quale scrive, non possa essere soggetto alla corrente diretta di fulmine ovvero le sovratensioni delle quali stiamo parlando siano solo quelle transitorie condotte dalla linea di alimentazione.

Le norme di prodotto rappresentano convenzionalmente la corrente di scarica con parametri diversi per i diversi tipi di SPD:
– Iimp corrente impulsiva di scarica per il tipo 1;
– In corrente di scarica nominale per il tipo 2.

Gli SPD di tipo 2 che non sono destinati a essere interessati dalla corrente di fulmine devono avere In:
– ≥ 5 kA se collegati alle fasi;
– almeno quadrupla (3+1) o doppia (1+1) rispetto a quella richiesta per il singolo SPD collegato alle fasi se installati tra neutro e PE in caso di collegamento CT2 dal momento che possono essere attraversati dalla corrente di scarica di tutti gli SPD installati sui conduttori attivi.

La corrente susseguente (ovvero il valore massimo di corrente di cortocircuito a 50 Hz che l’SPD è in grado di estinguere da solo, o abbinato ad uno specifico dispositivo di protezione) deve essere superiore alla corrente di cortocircuito presunta nel punto di installazione.

Nel commento dell’art. 534.4.4.6 viene specificato che occorre fare riferimento alla corrente di cortocircuito monofase.

Per completezza riporto rapidamente anche gli SPD di tipo 1 (che possono essere attraversati dalla corrente di fulmine) devono avere Iimp:
– ≥ 12,5 kA, se installati ad arrivo linea;
– ≥ 5 kA, se installati a valle.

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