L’esposizione alla luce solare è fondamentale per il benessere psicofisico delle persone; oggi, però, a causa di stili di vita diversi rispetto al passato, il 90% del tempo è speso in ambienti chiusi come abitazioni, uffici, scuole, centri commerciali ecc.

Molti pensano che le abitazioni siano un luogo salubre ma, secondo un’indagine sul fenomeno dell’abitare condotta da VELUX in collaborazione con l’istituto di analisi YouGov, circa 84 milioni di europei vivono in edifici talmente umidi e pieni di muffa da rappresentare una potenziale minaccia per il loro benessere fisico e mentale. In più, trascorrendo più tempo in luoghi chiusi, l’uomo si priva di necessità che regolano i suoi ritmi psicofisici come l’esposizione alla luce naturale e la vita all’aperto.

Poiché si passa sempre più tempo in luoghi chiusi ma la necessità di luce naturale rimane prioritaria, è necessario ripensarne la progettazione negli edifici.

Vantaggi della luce naturale

La luce naturale non può essere riprodotta artificialmente. Infatti rispetto a quella artificiale non è mai uguale e cambia temperatura a seconda dell’orientamento, della stagione, dell’ora, delle condizioni del cielo. Gli ambienti più confortevoli sono quelli in cui si percepiscono questi cambiamenti pur essendo all’interno.

La luce naturale, inoltre, è più intensa, soprattutto se proviene dall’alto (luce zenitale) perché non risente dell’orientamento e arriva direttamente dal cielo, senza essere riflessa. Un’apertura sul tetto lascia entrare il doppio della luce di un’apertura in facciata.

In più, la luce naturale regola i ritmi circadiani, tra cui quelli relativi ai cicli veglia-sonno, grazie alle sue variazioni nell’arco delle 24 ore. Il modo migliore per mantenerlo attivo è portare il più possibile in casa la luce del sole, che ha un impatto positivo anche sull’umore.

La luce influisce sulla nostra produttività in maniera importante. Chi lavora in una stanza luminosa e ben illuminata dal sole è molto più produttivo di chi, al contrario, svolge un’attività in uno spazio buio e poco illuminato e questo è stato dimostrato anche da diversi studi scientifici.

Da un punto di vista puramente tecnico-progettuale, la luce naturale contribuisce al bilancio energetico dell’edificio perché i raggi solari entrano dalle finestre e riscaldano gli ambienti. Inserire finestre ampie orientate a sud (con schermature solari per i periodi caldi) permette di usare il guadagno solare per il riscaldamento nelle stagioni intermedie.

Sfruttare la luce naturale in casa permette di utilizzare la luce artificiale solo nelle prime ore del mattino o dopo il tramonto, consentendo quindi di vivere meglio e di avere anche un risparmio energetico nell’illuminazione della casa.


Queste informazioni possono essere uno stimolo per riorganizzare gli spazi domestici in modo che gli ambienti interni (soprattutto quelli in cui passiamo la maggior parte del tempo) siano ben illuminati dalla luce naturale.

Progettare la luce naturale: perché puntare su quella zenitale

Per qualsiasi tipo di edificio, che si tratti di un progetto importante o di una sola stanza, è bene partire dalla funzione a cui sarà destinato: il tipo di luce che lo caratterizzerà, la distribuzione delle aperture, i colori e materiali in base a quanto riflettono la luce, la quantità di luce necessaria per lo svolgimento delle attività e la sua distribuzione all’interno dell’ambiente.

La luce naturale penetra all’interno in maniera diversa a seconda di come è orientato un edificio, di quante sono le superfici vetrate e di come sono orientate, della presenza di altri edifici o di ostruzioni esterne. A tutto questo si somma la posizione del sole nelle diverse stagioni e il clima.

Una casa esposta in modo che tutti gli ambienti siano illuminati dai raggi del sole, per almeno qualche ora al giorno, è molto più confortevole e dona una maggiore sensazione di benessere di un’abitazione buia perché orientata male. L’ideale sarebbe disporre di un’abitazione con una maggiore esposizione a sud, mentre sono da evitare, se possibile, quelle esposte soprattutto a nord.

Nella progettazione della luce naturale è importante scegliere la direzione giusta della luce; se possibile, le camere da letto dovrebbero essere orientate verso est, cioè il punto in cui sorge il sole (per migliorare il ciclo veglia-sonno).

Ovviamente quando si vive in una casa già da tempo non si hanno molte possibilità di intervento a meno che non si disponga di una mansarda o si viva all’ultimo piano. In questo caso si possono inserire delle nuove finestre per tetti e far così entrare luce naturale zenitale, cioè quella che arriva dall’alto.

Una finestra sul tetto consente l’ingresso del doppio di luce naturale rispetto a una finestra verticale.

Come progettare la luce naturale

Progettare la luce naturale è semplice se si tengono in considerazione alcuni aspetti cardine: ad esempio che l’illuminazione naturale può variare molto in funzione del clima e delle stagioni o che alcune caratteristiche architettoniche come l’orientamento dell’edificio, delle superfici trasparenti e la presenza di altri edifici o ostruzioni impattano fortemente sull’intero progetto.

Per ciò che concerne la normativa su una corretta illuminazione e il giusto riciclo d’aria, il DM 5 luglio 1975  stabilisce che “per ciascun locale d’abitazione, l’ampiezza della finestra deve essere proporzionata in modo da assicurare un valore di fattore di luce diurna medio non inferiore al 2% e comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento”.

Il limite minimo (1/8 della superficie e Fmld = 2%) imposto dalla normativa, però, non implica sempre che l’ambiente risulti ben illuminato. Non a caso viene definito come “minimo” ovvero una base da cui partire non un dato ottimale. Quando si parla di Fmld bisogna considerare che il 2% è un valore discreto, ma che una stanza ben illuminata ha un Fmld del 4/5%. Quindi, quando è possibile, meglio optare per valori superiori a quelli minimi sfruttando al massimo le pareti esterne e la copertura.

L’impiego della luce naturale impone, in fase progettuale, uno studio approfondito delle soluzioni, valutate in base alle esigenze visive e alle attività da svolgere. Di conseguenza per un progettista può essere molto utile affiancare alla progettazione preliminare architettonica una progettazione illuminotecnica naturale che simuli le condizioni di vivibilità ottimale degli spazi.

La progettazione della luce naturale risulta più facile in ambienti come sottotetti, mansarde, attici in cui sono limitate alcune delle problematiche dovute all’orientamento o all’ombreggiamento causato da altre costruzioni.

L’ultimo piano, infatti, è l’area dell’edificio nella quale ogni stanza può avere condizioni ottimali di luce, indipendentemente dall’orientamento, se si sfrutta la luce zenitale proveniente dall’alto (finestre da tetto o lucernari). A parità di superficie vetrata, ci sarà una maggiore illuminazione che sarà, inoltre, costante per tutto il giorno.

Finestre per tetti: i vantaggi della ventilazione

Oltre a migliorare l’apporto di luce, una finestra per tetti (piani o inclinati) migliora anche la ventilazione naturale degli ambienti. Un posizionamento intelligente dei serramenti in una casa (e in particolare in un sottotetto) può contribuire al potenziamento della ventilazione naturale.

Le finestre zenitali, ad esempio, permettono di attivare l’effetto camino. Il meccanismo è semplice: l’aria calda sale e dunque una differenza di temperatura tra alto (soffitto) e basso (pavimento), anche su un solo piano di 2,70 m, è in grado di innescare una corrente verticale. Quindi posizionando le finestre a diverse altezze all’interno di un ambiente l’aria calda uscirà dalle finestre per tetti, mentre quella fresca e pulita entrerà dalle finestre in basso, creando un ricircolo ottimale.

Tale effetto sarà tanto più efficace all’aumentare della distanza tra le finestre alte e quelle basse e all’aumentare delle loro dimensioni. Finestre da tetto o lucernari posti molto in alto e locali a doppia altezza sono in grado di garantire un’ottima ventilazione naturale e velocizzare il ricambio d’aria, migliorando il comfort termico dovuto alla temperatura percepita.

Finestre per tetti VELUX

Le finestre per tetti VELUX possono essere di due tipi: per tetti piani o per tetti inclinati.

La Finestra per tetti piani con vetro curvo di Velux è ideale su tetti con pendenza da 0° a 15°. L’innovativo vetro con tecnologia CurveTech è temprato per resistere a intemperie e grandine e progettato per trasferire negli ambienti sottostanti tutta la luce naturale possibile; inoltre permette all’acqua piovana di scivolare via senza incontrare ostacoli.

Tra le finestre per tetti inclinati, la versione con apertura a bilico elettrica o solare VELUX INTEGRA si può aprire e chiudere grazie all’intuitivo control pad touch screen. Il motore di cui è dotata è molto silenzioso e non preclude l’apertura manuale del battente, che può così essere ruotato di 180° per la pulizia del vetro esterno. Inoltre, in caso di pioggia, le finestre VELUX INTEGRA si chiudono da sole grazie al sensore di cui sono dotate.

Chi possiede delle finestre per tetti può gestirne l’apertura e la chiusura, anche per tapparelle e tende, grazie a VELUX ACTIVE with NETATMO, un sistema che si interfaccia con le finestre per tetti VELUX dotato della più recente tecnologia smart-sensor. VELUX ACTIVE with NETATMO è in grado di gestire i sistemi delle finestre intelligenti per conto dell’utente: i sensori controllano la temperatura, l’umidità e la concentrazione di CO2 all’interno della casa e attivano un gateway che apre e chiude le finestre per migliorare le condizione climatiche interne così come tende e tapparelle per il controllo della luce e del calore.

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