Gli impianti di protezione attiva antincendio sono normalmente disciplinati dalle norme tecniche di sistema emanate dall’UNI e, per la parte elettrica, dal CEI, con particolare riferimento al capitolo 56 della norma CEI 64-8.
Talvolta è possibile che una rapida lettura del contesto normativo possa indurre ad individuare elementi di contrapposizione tra le due tipologie di fonti normative. Sull’argomento, non è inusuale trovarsi di fronte a posizioni divergenti nell’applicazione della norma UNI EN 12845, quale possibile riferimento per la progettazione delle stazioni di pompaggio a servizio delle reti idriche antincendio, e del citato capitolo 56 della norma CEI 64-8 per la relativa alimentazione elettrica.
L’articolo ha lo scopo di esaminare il citato contesto normativo con l’intendo di evidenziare la congruità delle prescrizioni in materia di protezione contro i guasti a terra, anche alla luce del parere espresso dal Sotto Comitato STC 64C nella seduta del 12 marzo 2017.

La valutazione del rischio
Per l’individuazione delle misure di sicurezza da applicare alle installazioni elettriche all’interno di un fabbricato, occorre fare riferimento a due vincoli normativi di primaria importanza, quali:

– L’Allegato 1, punto 2 lettera e) del Regolamento 305/UE/2011, che richiede di tener conto, nel concepimento e realizzazione delle opere di costruzione, della sicurezza delle squadre di soccorso.

– L’articolo 80 del D.Lgs. 81/08 il quale prevede che il datore di lavoro adotti:

“le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione ed, in particolare, da quelli derivanti da … b) contatti elettrici indiretti”, eseguendo, allo scopo, una specifica valutazione dei rischi tenendo in considerazione … “c) tutte lecondizioni di esercizio prevedibili”.

Nel caso dell’alimentazione elettrica delle pompe antincendio, tra le “condizioni di esercizio prevedibili” dovrebbero, verosimilmente, rientrare:
– l’attività di verifica periodica e rilievo delle prestazioni degli impianti antincendio da parte di un tecnico abilitato secondo le indicazioni dell’Allegato IV D.Lgs. 81/08 e delle norme tecniche di riferimento (ad esempio, UNI 10779 e UNI 12845);
– l’attività di addestramento periodico sulle attrezzature antincendio delle squadre aziendali ex art.37 comma 9 D.Lgs. 81/08
l’utilizzo della rete idrica in caso di incendio, normalmente da parte degli addetti antincendio, tal volta da parte dei vigili del fuoco;
– la possibilità da parte degli altri occupanti un fabbricato, di contatto con masse in tensione a causa della omissione della protezione contro i guasti a terra su uno o più circuiti di sicurezza.
Laddove tali condizioni di esercizio dovessero essere ragionevolmente prevedibili, non può che dedursi l’obbligo di assicurare le persone dal rischio di elettrocuzione in caso di un guasto a terra sull’alimentazione delle pompe antincendio.

Le previsioni della norma CEI 64-8
In via generale, le prescrizioni per la sicurezza dell’impianto elettrico in caso di guasto a terra sono trattate nel capitolo 413, il quale propone i seguenti metodi di protezione:
– protezione mediante interruzione automatica dell’alimentazione (413.1);
– protezione mediante componenti elettrici di Classe II o con isolamento equivalente (413.2);
– protezione mediante luoghi non conduttori (413.3);
– protezione mediante collegamento equipotenziale locale non connesso a terra (413.4);
– protezione mediante separazione elettrica per l’alimentazione di un solo apparecchio utilizzatore (413.5);
– protezione mediante separazione elettrica per l’alimentazione di più di un apparecchio utilizzatore (413.6).

Per le misure ivi indicate non sono previste particolari deroghe di interesse in quanto:
Il ricorso al collegamento equipotenziale supplementare previsto all’art.413.1.2.2.1 tra tutte le masse simultaneamente accessibili di componenti fissi dell’impianto e tutte le masse estranee al fine di evitare l’interruzione automatica del circuito di cui all’art.413.1.1.1, non dispensa dalla necessità di interrompere l’alimentazione per altre ragioni, per esempio per la protezione contro l’incendio e contro le sollecitazioni termiche nei componenti elettrici, come chiarito dalla nota 2 dell’articolo:

“L’uso del collegamento equipotenziale supplementare non dispensa dalla necessità di interrompere l’alimentazione per altre ragioni, per esempio per la protezione contro l’incendio, contro le sollecitazioni termiche in componenti elettrici, ecc.”

Il Capitolo 56 (così come il Capitolo 47 “Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza”) non prevede alcuna condizione speciale che possa giustificare la mancata adozione di uno dei metodi di protezione del Paragrafo 413 in quanto:

L’articolo 565.2 (relativo alle sorgenti non in grado di funzionare in parallelo) prevede che la protezione contro i contatti indiretti deve essere garantita per qualunque sia la sorgente di alimentazione (principale/normale o di emergenza/riserva) del servizio di sicurezza;
L’articolo 566.1 (relativo alle sorgenti in grado di funzionare in parallelo) prevede che la protezione contro i contatti indiretti deve essere assicurata sia quando l’impianto è alimentato separatamente da una qualunque delle due sorgenti sia quando è alimentato da entrambe le sorgenti in parallelo.

Viceversa, per quanto riguarda le possibilità di scelta nell’ambito delle misure previste dal capitolo 413 per la sicurezza delle persone in caso di guasto a terra del circuito di alimentazione delle pompe antincendio, esistono limitazioni tali da restringere la scelta alla sola protezione mediante l’interruzione automatica dell’alimentazione (413.1), in quanto, secondo il capitolo 481 “Criteri per la scelta delle misure di protezione contro i contatti diretti ed indiretti secondo le varie condizioni di influenze esterne”:

La misura di protezione mediante l’impiego di componenti elettrici di classe II o di componenti con isolamento equivalente in accordo con 413.2, non risulta, ovviamente, applicabile all’alimentazione delle pompe antincendio.
La misura di protezione per mezzo di luoghi non conduttori è ammessa solo nei casi in cui non sia praticamente possibile alcun contatto con la terra (481.3.3), condizione difficile da rispettare da parte di un operatore che utilizza/manovra componenti/attrezzature della rete idrica antincendio
La misura di protezione per mezzo di collegamento equipotenziale locale non collegato a terra è ammessa solo nei casi in cui non sia praticamente possibile alcun contatto con la terra (481.3.4) condizione, anche questa, difficile da rispettare da parte di un operatore che utilizza/manovra componenti/attrezzature della rete idrica antincendio.
La protezione per separazione elettrica non risulta applicabile all’alimentazione delle pompe antincendio non potendo rispettare la condizione di cui agli articoli 413.5.2.51 e 413.6.22
I sistemi SELV (411.1.4) e PELV (411.1.5) non risultano, in genere, applicabili per l’alimentazione delle pompe antincendio
Inoltre, la sezione 711, (locali/edifici/strutture adibiti a fiere), la sezione 752 (locali di pubblico spettacolo) e la sezione 753 (Sistemi di riscaldamento per pavimento e soffitto), prevedono espressamente il divieto di ricorrere alle misure di protezione mediante luoghi non conduttori (413.3) e mediante collegamento equipotenziale locale non connesso a terra (413.4).
Peraltro nell’ambito della protezione mediante interruzione automatica del circuito, l’articolo 561.3 segnala l’opportunità (ma non l’obbligo) di adottare soluzioni che non comportano l’interruzione automatica del circuito al primo guasto a terra essendo, quindi, possibili altre soluzioni purché rispettose del principio dell’indipendenza circuitale di cui all’art.563.1.
Per maggior chiarezza sull’argomento, appare opportuno richiamare l’attenzione sul fatto che:

413.5.2.5 Le masse del circuito separato non devono essere connesse intenzionalmente né ad un conduttore di protezione, né ad una massa di altri circuiti, né a masse estranee.

413.6.2 Le masse del circuito separato devono essere collegate tra di loro per mezzo di conduttori di protezione isolati, non collegati a terra. Tali conduttori non devono essere collegati intenzionalmente a conduttori di protezione o a masse di altri circuiti o a qualsiasi massa estranea.

Le previsioni della norma UNI EN 12845
Tra i sistemi ad acqua disciplinati dalle norme UNI, quelli di maggior interesse ai fini antincendio sono certamente:
I sistemi a schiuma, regolati dalla norma UNI EN 13565-2, che in materia di alimentazione elettrica delle pompe (articoli 4.2.4 e 4.3.3.2) non riporta specifiche indicazioni sui metodi di protezione dei circuiti; Le reti idranti, regolati dalla norma UNI 10779, che nell’allegato A fa riferimento alla norma 12845 per l’alimentazione idrica e alla norma UNI 11292 per i locali di installazione delle pompe; Gli impianti sprinkler, regolati dalla norma UNI EN 12845 che tratta gli aspetti elettrici in maniera più diffusa e sulla quale è bene fare alcune considerazioni:

In particolare,
L’articolo 10.8.2 (Alimentazione elettrica) prevede che
– L’alimentazione per il quadro dl controllo della pompa debba esse presa, ove consentito dal gestore della rete elettrica, a monte dell’interruttore generale dell’alimentazione ai fabbricati (punto di consegna del distributore) o, in caso contrario, mediante il collegamento dall’interruttore generale;
– I fusibili del quadro di controllo della pompa devono essere ad alta capacità di rottura, per poter consentire li passaggio della corrente di spunto per un periodo non minore dl 20 s.

L’articolo 10.8.3 (Quadro elettrico principale di distribuzione) prevede che i collegamenti nel quadro elettrico principale devono essere tali che l’alimentazione del quadro di controllo della pompa non sia isolata quando sono isolati gli altri servizi.

L’articolo 10.8.4 (Collegamento tra il quadro elettrico principale dì distribuzione e il quadro di controllo della pompa) prevede che il collegamento sia dimensionato per una corrente pari al 150% della corrente massima possibile a pieno carico del circuito

Dall’analisi delle indicazioni della norma non può che emergere quanto di seguito riportato:
L’alimentazione del quadro di controllo attraverso il gestore non può che realizzarsi secondo le modalità stabilite dalla guida CEI 0-21 “connessione di utenti attivi e passivi alle reti BT” la quale, per garantire l’indipendenza dei circuiti di sicurezza dagli altri, prevede di installare, subito a valle del punto di consegna dell’ente distributore, sino a tre Dispositivi Generali di Linea (figura 6 punto 7.4.4 della Guida), di cui si riporta una possibile configurazione:

DGL e DG CEI 0-21

La precisazione sulle caratteristiche dei fusibili riguarda esclusivamente il “quadro di controllo della pompa” e per una finalità ben specifica (compatibilità della protezione dalle sovracorrenti con la corrente di spunto) e in nessuno modo può valere per i dispositivi da installare nel “quadro elettrico principale di distribuzione” né tanto meno può essere intesa come eccezione all’obbligo generale di protezione del “Collegamento tra il quadro elettrico principale dì distribuzione e il quadro di controllo della pompa” contro tutti i rischi di natura elettrica cui sono sottoposti gli utilizzatori, ivi compreso il rischio di guasto a terra
La prescrizione di cui all’articolo 10.8.3 (Quadro elettrico principale di distribuzione) possono essere rispettate mediante il coordinamento delle protezioni di cui ai punti 536 e 563.1 della parte 5 della norma CEI 64-8 nonché mediante la separazione fisica, ove ritenuta opportuna secondo l’analisi dei rischi, tra la sezione “ordinaria e la sezione “emergenza” del quadro elettrico generale di distribuzione

Conclusioni
Dall’analisi della legislazione e delle specifiche tecniche non può che emerge la seguente conclusione, anche confortata dal parere espresso dal STC 64C nella seduta del 12 marzo 2018:

1) Esiste uno specifico obbligo giuridico di protezione contro i guasti a terra dell’alimentazione elettrica delle stazioni di pompaggio degli impianti idrici antincendio in attuazione dei principi di cui all’art.80 del D.Lgs. 81/08 e del punto 2 – Allegato I – del Regolamento 305/2011;

2) Non è rilevabile alcun contrasto sull’argomento in discussione tra norme CEI (64-8 e 0-21) e norme UNI (12845, 10779, 13565-2 e 11292);

3) Secondo le previsioni della Legge 186/68: Il ricorso ai metodi di protezione indicati dalla norma CEI 64-8 consente di soddisfare automaticamente l’obbligo giuridico dell’applicazione della regola dell’arte nella realizzazione degli impianti elettrici
Il ricorso a misure/accorgimenti/modi di protezione differenti comporta l’onere a carico del professionista (che le propone) e/o a carico del funzionario dell’organo ispettivo (che le prescrive) di dimostrare il soddisfacimento del richiamato principio giuridico della regola dell’arte nella prestazione resa.

Calogero TURTURICI
Dirigente VVF, Presidente SCT 64C e membro della Commissione Superiore Tecnica del CEI

Fonte