Una casa unica nel suo genere: sostenibile e flessibile, di circa 100 metri quadrati, con zona giorno, notte, cucina e bagno, può essere realizzata nell’arco di due o tre settimane con una stampante 3D

Al via la costruzione della prima casa realizzata in materiale cementizio con la tecnologia delle stampanti 3D in Italia.

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Sarà realizzata ed esposta in occasione della settimana del Salone del mobile e della Design Week, in programma dal 17 al 22 aprile a Milano, in piazza Beccaria.

Sono case che costeranno molto meno delle tradizionali e alleggeriranno le famiglie che oggi fanno fatica a pagare un mutuo. Inoltre con questo metodo si potranno costruire rapidamente case che potranno essere dedicate al social housing, o destinate a popolazioni colpite da calamità naturali” ha spiegato l’ingegnere responsabile del laboratorio innovazione della società italiana che sta completando il progetto.

Si tratta di una tecnologia innovativa, che permette di realizzare in poco tempo, in maniera sostenibile e con criteri di flessibilità incredibili, case e strutture in materiale cementizio, anche con dimensioni e geometrie particolari.

3Housing 05, questo il nome della casa, è realizzata con una speciale miscela di polveri cementizie, inerti e leganti e presenta anche l’importante caratteristica della sostenibilità.

Nel tempo, la casa può anche essere demolita, polverizzata e ricostruita con lo stesso materiale, ma anche essere ampliata, rialzata e persino traslocata. E’ composta da una zona giorno, una zona notte, una cucina, un bagno e un tetto vivibile e, una volta realizzata, verrà completata con serramenti in ottone, sanitari in marmo e un intonaco liscio, oltre che arredata in tutte le sue stanze.

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Bastano due settimane e una stampante 3D per realizzarla. E costerà meno di una abitazione tradizionale.

La casa stampata in 3D offrirà al mercato nuova opportunità: lo sviluppo di una nuova cultura del ‘costruire’, un sistema di progettazione e realizzazione basato sulle tecnologie digitali che coinvolge gli studi di architettura e di progettazione, le imprese di costruzioni, le maestranze, i centri di ricerca, le università.

Il materiale cementizio alla base di questo progetto è un materiale altamente tecnologico, il cui tempo di essiccazione è tale da permettere al getto successivo di non schiacciare il giro già depositato, soprattutto salendo in altezza.

Il materiale infatti possiede le caratteristiche necessarie per essere miscelato, trasportato con una pompa da cantiere ed estruso attraverso ugelli, anche di forma differente, posti sulla testa di una macchina di stampa. Al tempo stesso è in grado di auto-sostenere il primo e i successivi strati depositati che, durante il processo di stampa, vengono posizionati uno sopra l’altro.

 

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Il materiale deve avere caratteristiche di aerologia e di viscosità tali che gli consentano di essere estrudubile ma allo stesso tempo di riuscire a dare stabilità per accettare gli strati successivi man mano che vengono posizionati sopra, garantendo sia durabilità nel tempo che resistenza sismica, dal momento che viene ibridizzato con ferro fibra e acciaio.

Nel team di lavoro si sono alternati ingegneri, chimici dei materiali, architetti, tecnici e ricercatori di laboratorio, per un totale di circa 15 persone impegnate in oltre 15.000 ore di ricerca.

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