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Dopo cinque “edizioni” di successo, il Conto Energia italiano – il celebre programma incentivante degli impianti fotovoltaici – ha chiuso ufficialmente i battenti a luglio 2013. A non essere terminati, però sono i sussidi statali che continuano ad essere erogati per tutto il periodo concordato dal programma (da 20 a 24 anni). Peccato che a lungo andare moduli e pannelli perdano parte dell’efficienza e di conseguenza energetica la produzione cali.

Per aiutare i soggetti titolari degli impianti fotovoltaici a mantenere alta la resa, il GSE ha avviato un nuovo strumento digitale integrato. Parliamo del servizio di Alerting, attivo dal 7 dicembre 2020 e fratello minore della “Piattaforma Performance Impianti”. Nel dettaglio l’applicativo permette di monitorare il livello di efficienza e produzione dei sistemi solari di taglia inferiore agli 800 kW; ossia quelli esclusi dalla sopracitata piattaforma. “Il modello di analisi – spiega il GSE – prende in considerazione esclusivamente le Convenzioni in Conto Energia che presentano valori di energia mensili coerenti con il profilo di radiazione del Comune di appartenenza (classificate secondo cluster omogenei)”.

L’obiettivo? Individuare le installazioni meno performanti rispetto al cluster di appartenenza, stimolando i soggetti titolari degli stessi a intraprendere azioni mirate di verifica e manutenzione utili a incrementarne l’efficienza.

La prima campagna informativa – aggiunge il Gestore – che si è da poco conclusa, ha visto la condivisione di circa 10.000 comunicazioni con gli Operatori i cui asset, nel corso del 2019, sono stati caratterizzati da ore equivalenti annuali inferiori alla soglia del 60% del valore medio delle ore equivalenti annuali del cluster di riferimento”.

In una nota stampa il GSE fa sapere che avvierà, con cadenza semestrale, ulteriori azioni di monitoraggio. Lo scopo è favorire il miglioramento delle performance dei singoli impianti, contribuendo a incrementare la produzione di energia rinnovabile a livello nazionale.

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