Partiamo dall’infrastruttura ideale per le necessità condominiali. Un punto di ricarica EV “domestica” normalmente ha una taglia di potenza attestata tra i 7 kW e i 22 kW, quindi una ricarica lenta tipica dello stazionamento oltre le quattro ore. Nel caso di un condominio, si può ragionevolmente prevedere che nei prossimi due anni ci sia una richiesta di allaccio al contatore condominiale (con opportuni contabilizzatori) moderatamente contenuta, tale da non prevedere interventi strutturali di grande portata all’impianto esistente. Normalmente i contatori esistenti hanno dei “margini” di potenza abbastanza ampi.

Le spese vengono imputate a chi usufruisce del servizio attraverso un contabilizzatore, nel caso della wall box da garage, e una bolletta diretta, nel caso di una stazione da terra su parcheggio condominiale con accesso con chiave elettronica.

Il vero dilemma, quindi, non è di ordine tecnico, ma si rivela essere quello del possibile contenzioso tra il “diritto alla ricarica” del singolo condomino e l’occupazione esclusiva di una parte comune, nel caso del parcheggio condominiale a rotazione.

– I passaggi burocratici necessari per installare la colonnina

Il condomino che vuole installare una wall box nel suo garage di proprietà privata, fa una comunicazione all’Amministratore che ne prende atto e, attraverso un contabilizzatore a monte dell’impianto, determina le spese relative, compreso l’aggiornamento del Certificato di Prevenzione Incendi e ogni altro intervento che possa essere richiesto ai fini della sicurezza.

Caso diverso per le stazioni da installare nel parcheggio condominiale. Queste non hanno una legislazione di riferimento precisa (come gli impianti fotovoltaici per esempio), quindi sul tema possiamo fare solo delle riflessioni da verificare caso per caso e dopo le prime esperienze in merito.

Premesso che l’intervento per consentire la ricarica elettrica dei veicoli si deve inquadrare tra le innovazioni agevolate dal legislatore grazie al D.lgs. 257/2016, il problema della loro installazione deve essere affrontato in modo da agevolarne la diffusione senza incorrere in meccanismi ostruzionistici che potrebbero bloccarne lo sviluppo sul nascere. Diverse, infatti, possono essere le “strade” giuridiche da percorrere, ne suggeriamo qui un alcune.

– Cosa dice la legge sulla collocazione della stazione di ricarica

La volontà e, di conseguenza, la richiesta di uno o più condomini di collocare in condominio la stazione di ricarica va vista alla luce del combinato disposto degli art. 1102 c.c. e 1121 c.c. Essa segnala che il condomino o i condomini interessati dovranno sottoporre all’Assemblea condominiale la richiesta di installazione della stazione di ricarica. L’assemblea sarà tenuta a deliberare in riferimento alla concessione a loro favore di questa facoltà con la maggioranza prevista dall’art. 1136 C.C. comma 2 (maggioranza qualificata ovvero 500 millesimi e maggioranza degli intervenuti).

Resta inteso che la delibera di autorizzazione implicitamente prevede la facoltà di utilizzo dell’impianto da parte degli altri condomini che vogliono aderire in un secondo tempo, partecipando alla spesa, così come previsto dall’art. 1121 c.c. comma 3.

Va considerata fin da subito l’ipotesi di estendere il servizio agli altri condomini, stante anche il preventivato incremento dell’uso dei veicoli elettrici nei prossimi anni, dovuto anche allo sviluppo delle infrastrutture territoriali.

Ricarica elettrica I-paceQuesto caso prende in considerazione la collocazione della sola stazione di ricarica, senza che si renda necessario regolare o organizzare la sosta del veicolo che deve rifornirsi. In altre parole: i parcheggi presenti in condominio sono sufficienti a soddisfare le esigenze di tutti.

Nel caso in cui, invece, si decidesse in sede collegiale di realizzare tutte le strutture cioè di destinare una parte dell’area comune per realizzare una vera e propria stazione di eco-rifornimento (completa magari anche di una tettoia fotovoltaica), si potrebbe rientrare nell’ipotesi di cui all’art. 1117 ter c.c. Questo perché parte dell’area comune precedentemente altrimenti destinata cambierebbe destinazione, assumendo la natura di “stazione di eco-rifornimento condominiale”. Anche in questo caso, comunque, si dovrebbe regolarne l’utilizzo attuando un sistema che dia la possibilità a tutti di usufruirne.
Incentivi e sostegno alla mobilità elettrica

In Italia spesso e volentieri siamo abituati a valutare le nuove tecnologie solo se arrivano finanziamenti o incentivi. A volte, però, le cose potrebbero andare diversamente. Infatti, per far fronte alle richieste europee, dal 2020 tutte le case automobilistiche, per adeguarsi ai nuovi standard di emissioni di CO2 di 95 g/km (oggi fissati a 160 g/km) e arrivare ai 70 g/km nel 2025, dovranno necessariamente convertirsi come minimo all’elettrico plug-in. Quindi, anche il mercato dei veicoli cambierà e molto in fretta.

L’attuale Governo ha già annunciato incentivi sull’acquisto di veicoli elettrici e sull’installazione delle stazioni, ma dobbiamo attendere qualche mese per saperne di più.
Infine, per completare il quadro, già a partire dal prossimo autunno si prevedono incentivi dalle Regioni e Province Autonome per l’infrastrutturazione del territorio.

Infatti, il 22 giugno 2018 è stato pubblicato l’accordo di programma tra Ministero delle Infrastrutture e Regioni per l’installazione di stazioni di ricarica. Si legge di un totale di interventi previsti per 72,2 milioni di euro con un cofinanziamento del Ministero delle Infrastrutture di 27,7 milioni di euro. Le risorse saranno erogate alle Regioni e alle Province Autonome, che le utilizzeranno per realizzare il Piano Nazionale Infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica, adottato con il DPCM 26 settembre 2014.

Fonte