Dalla Germania una tecnologia innovativa nella produzione di biogas che utilizza gli ultrasuoni e permette di ottenere rendimenti eccellenti.

Ancora poco conosciuta in Italia, la nuova tecnologia a ultrasuoni utilizzata nella produzione di biogas è già stata ampiamente sperimentata in Germania. E' considerata la nuova frontiera in campo tecnologico negli impianti di biogas perché garantisce il massimo della sua efficacia laddove il materiale da sminuzzare, destinato poi ad alimentare il digestore, è più difficile da trattare. 

Biogas ultrasuoni rendimento 2

Grazie infatti all'azione degli ultrasuoni, i substrati della biomassa diventano più digeribili, le sostanze dannose in essa contenute vengono eliminate ed è favorito il processo di accelerazione biologico del digestore. In Germania gli impianti che se ne sono dotati hanno ottenuto all'incirca il 25% di biogas in più rispetto a quelli che utilizzano tecnologie tradizionali. 

"Questa tecnologia" spiega Christian Eichhorst, direttore generale dell’azienda tedesca Weber Entec GmbH impegnata nella realizzazione e nella applicazione degli ultrasuoni sugli impianti di biogas, "ha dimostrato di garantire un maggiore rendimento del biogas prodotto perché praticamente tutta la biomassa viene utilizzata". 

"Oggi qualsiasi biomassa può essere trattata dalla macchina a ultrasuoni" aggiunge Eichhorst, e inoltre "si tratta di una tecnologia molto versatile, che montata su un impianto non nuovissimo permette all’operatore di verificare immediatamente la sua efficacia attraverso il confronto tra il prima e il dopo". 

Mediamente per un impianto da 1 MW di potenza installata è necessario un investimento intorno ai 110 mila euro, "ma il ritorno che se ne ricava" conclude Eichhorst "può giustificare ampiamente la spesa". In Italia sono ancora poche le aziende agricole che utilizzano questa tecnologia, presentata per la prima volta nel corso dell'edizione di Bioenergy Italia. Fonte