L’AirPod è l’auto che “presto” dovrebbe raggiungere il mercato italiano con un prezzo a prova di crisi, 7.000 euro! Certo, le grandi rivoluzioni hanno bisogno di tempo ma l’impazienza sale… vediamo a che punto stiamo: a quando è fissata l’uscita dell’AirPod? 

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L’auto ad aria compressa è nata dall’incontro di due giovani menti, la vettura realizzata con costruzioni lego. Un annuncio della casa automobilistica francese, la Citroen, fa ben sperare: nel 2016 la sua C4 Cactus dovrebbe essere equipaggiata con trazione ibrida dove l’alimentazione alternativa non sarà garantita dalla classica presa elettrica bensì da aria compressa. In effetti diffondere un’auto ad aria compressa non sembra un’impresa facile.

Non potendo contare sulle certezze di una rete di distribuzione, la MDI (Motor Development International) ha deciso di investire sulle fabbriche piuttosto che sui concessionari, così il piano di sviluppo dell’azienda di Lussemburgo, vede l’allestimento di 25 fabbriche in Francia e a seguire, l’impianto di 20 piccole fabbriche in Italia. Poi sarà necessario il lancio di una rete di infrastrutture per il rifornimento dell’AriMobility.

Si prevede di installare dei grandi compressori specifici in luoghi pubblici come stazioni di servizio, parcheggi e grandi centri commerciali. Con questi particolari compressori, i tempi di rifornimento ammontano a un paio di minuti, meno di un “pieno” di benzina di una qualsiasi berlina a carburante e anche più economico.

Un pieno di aria compressa si paga 1,50 euro. La prima fabbrica italiana dell’AirPod è in fase di avvio in Sardegna. La sostenibilità dell’AirPod si vede a partire dalla filiera produttiva: la fabbrica dispone di un impianto fotovoltaico della potenza di 1 MW capace di soddisfare il fabbisogno energetico dell’intera struttura. I benefici sono molti anche per la popolazione locale con la creazione di numerosi posti di lavoro (30 solo per la fase iniziale).

La capacità produttiva dello stabilimento sardo dovrebbe essere di 1000 vetture all’anno con la speranza che il successo dei prodotti possa permettere l’assunzione di altre persone per aumentare la produzione fino a 2000 macchine all’anno. Fonte