Con la pubblicazione della revisione della norma Uni TS 11300 parte 1 e 2:2014 avvenuta il 2 ottobre 2014 si è creata l’ennesima situazione di stallo normativo nell'ambito della certificazione energetica. La revisione delle norme, avendo introdotto nuove modalità di calcolo, ha di fatto “spiazzato” tutti software in circolazione che si sono trovati nel fine settimana ad aggiornare le procedure interne. 

APE

COSA CAMBIA. Non si tratta di cose di poco conto, infatti le modifiche riguardano:

Eliminazione della possibilità di forfetizzazione dell'incidenza del ponte termico nella trasmittanza del componente edilizio interessato.

– Maggiore dettaglio nella determinazione delle perdite per ventilazione.

– Determinazione della trasmittanza che impone l'adozione di valori di conducibilità che maggiorati per tener conto delle condizioni di utilizzo effettive.

-Aggiornamento della stima dei guadagni solari 

Si tratta di aspetti che richiedono nuove validazione dei risultati generati dai software, tanto che il CTI ha rilasciato nella giornata di venerdì 3 ottobre dei casi di studio applicativi su cui tarare i calcoli.

STOP DEL PIEMONTE. Poco male per le software house che nel giro di qualche giorno potranno sistemare le proprie versioni, basate sulla 11300 del 2008. Peggio invece per i certificatori che si troveranno nella situazione di dover decidere se certificare a mano, oppure retrodatare il certificato al primo di ottobre nel caso il committente ne abbia una necessità assoluta. Di certo, non possono utilizzare le vecchie versioni dei software, tanto che persino la Regione Piemonte  ha diramato una comunicazione in cui si specifica che da “2 ottobre 2014 la determinazione della prestazione energetica deve essere effettuate avvalendosi esclusivamente a tali norme il cui utilizzo è obbligatoriamente previsto dall'art.11 del dlgs 192/2005 come emendato dalla legge 90/2013”. 

A questo punto si attende un pronunciamento del ministero per ottenere una moratoria per i certificati emessi dal 2 ottobre, per evitare potenziali controversie, non solo con i committenti, con i tanti enti pubblici e catasti energetici regionali che non sono stati cosi celeri ed efficienti come la regione Piemonte nell’informare i certificatori e progettisti energetici sulle modifiche normative. Sebbene non sarebbe stato necessario scomodare i tecnici di via Veneto se i casi applicativi fossero stati resi alle software house con alcuni giorni d’anticipo, così da arrivare pronti al traguardo del 2 ottobre. Fonte