Il Senato, con 121 voti favorevoli e 91 contrari ha approvato ieri la conversione in legge del DL Destinazione Italia n. 145/2013. Il provvedimento dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Diverse sono le norme sull’energia contenute nel testo: spalma incentivi alle rinnovabili, prezzi minimi garantiti, copertura in tariffa degli incentivi per il Sulcis, la valorizzazione delle reti di distribuzione gas, l’Attestato di prestazione energetica (APE). In allegato in basso il testo del provvedimento.

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Fortemente critico il Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) che in una nota scrive: "Il rischio che l’intero settore delle rinnovabili subisse un ulteriore attacco retroattivo, con la conversione in Legge del Decreto Destinazione Italia, è purtroppo divenuto realtà, con l’approvazione, senza modifiche, avvenuta ieri al Senato di questo provvedimento. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato allo scopo di ridurre gli oneri della Componente A3 della bolletta elettrica, ha ignorato le proposte alternative avanzate dal Coordinamento Free che avrebbero realmente ridotto il costo delle bollette, nel contempo salvaguardando lo sviluppo delle rinnovabili, e ha voluto invece mantenere il cosiddetto 'spalma incentivi', in sostanza un ricatto agli operatori del settore, i quali si trovano a dover accettare un taglio retroattivo degli incentivi, poiché in caso contrario non potranno effettuare interventi di efficientamento sugli impianti esistenti".

La nota prosegue spiegando che "tale provvedimento colpisce in particolare gravemente l’eolico, senza peraltro lasciar prevedere significativi benefici per la bolletta elettrica, visto che di fatto esclude la gran parte degli impianti responsabili degli oneri della A3. Inoltre, alla marginale riduzione annuale della bolletta corrisponderà un allungamento dell’incentivo che renderà più lontano il periodo di abbattimento degli oneri per i consumatori. L’adozione di tale legge, peraltro con un Governo dimissionario, conferma lo scarso sostegno nei confronti delle rinnovabili da parte del Ministro Zanonato e dei Ministri succedutisi negli ultimi anni che, attraverso provvedimenti come, la Robin Tax, l’introduzione di meccanismi farraginosi come le aste e i registri e altri inutili orpelli burocratici, stanno affossando un settore promettente e promosso in tutto il mondo".

Ricordiamo per l'appunto che gli impianti fotovoltaici fino a 100 kW e gli impianti idroelettrici fino a 500 kW di potenza potranno continuare a usufruire dei Prezzi Minimi Garantiti, grazie ad un emendamento che va a ridurre un po’ l'impatto negativo sul settore del provvedimento originario.

Per quanto riguarda il cosiddetto 'Spalma Incentivi', cioè la rimodulazione volontaria di entità e durata dell'erogazione degli incentivi alle rinnovabili, è stato confermato l’emendamento  che attenua il “ricatto”, cioè quell'esclusione per chi rifiuta la rimodulazione volontaria, di accedere ad ulteriori strumenti, come ritiro dedicato e scambio sul posto, in caso di rifacimenti o potenziamenti. Pertanto gli impianti per i quali l'erogazione degli incentivi finisce entro il 2014 (o eventuali scadenze posteriori che saranno fissate da un decreto), potranno rifiutare la rimodulazione volontaria senza ulteriori problemi.

Infine la questione dei fondi assegnati per la realizzazione di una nuova centrale a carbone nel Sulcis, dotata di un impianto di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS). E' stata definita dal WWF “l'ennesima cattedrale nel deserto, realizzata in contrasto con le valutazioni dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il gas e della Commissione Europea la Commissione Europea". L'impianto peserà nei prossimi 20 anni sulle bollette energetiche 60 milioni di euro l'anno, per un totale di 1,2 miliardi di euro: un vero e proprio aiuto di Stato a vantaggio di un'iniziativa discutibile anche dal punto di vista energetico. Fonte

Testo finale “Destinazione Italia” (disegno di legge n.1299)