Un comparto industriale che non vede crisi, anzi continua a crescere. È il settore del waste management, ovvero l'industria del riciclo. I risultati positivi sono stati riportati da un'indagine annuale 'L'Italia del riciclo 2013', promossa da Fise Unire (associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

Lo studio, che si riferisce al 2012, evidenzia come il settore ha continuato a crescere sebbene i consumi abbiano fatto registrare una forte riduzione (-6,3%). Al contempo il riciclo degli imballaggi ha registrato una crescita complessiva del +0,5% in termini assoluti, e +2% sul 2011 nel rapporto riciclo/immissione al consumo. In termini numerici il 2012 ha visto 7,546 milioni di tonnellate riciclate contro le 7,511 del 2011 e le 7,346 del 2010.

Waste Management, il settore che non conosce crisi rifiuti ricicloUn incremento che riguarda trasversalmente tutte le filiere, ma soprattutto i settori tradizionali che hanno registrato una crescita più elevata: carta (84%), acciaio (75%) e vetro (71%). Ma sebbene il settore faccia registrare una crescita esponenziale rispetto a tutti gli altri, l'Italia sta ancora scontando un forte ritardo rispetto agli altri paesi dell'Ue. Infatti il Belpaese conferisce in discarica circa il 43% dei rifiuti urbani (con punte negative in alcune regioni Regioni di oltre l'80%). Una situazione che porta l'Italia indietro anni luce rispetto ad altri paesi come Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi e Svezia, dove dopo aver raggiunto livelli di riciclo molto elevati, il restante materiale viene destinato al recupero energetico, eliminando così completamente la discarica.

I settori peggiori restano il riciclo dei rifiuti elettronici, della gomma e degli inerti da costruzione e demolizione. Il settore tessile anch'esso, con un +20%, ha ancora molta strada da fare per raggiungere livelli europei, seppure nel 2012 ha avuto uno sviluppo sostanziale (riciclo +20% rispetto al 2010). Ma c'è però un settore che fa registrare un primato europeo al Belpaese, ovvero il reimpiego dei materiali ottenuti dalla demolizione dei veicoli a fine vita; e un buon secondo posto per il loro riciclo.

Ma per portare il paese ai livelli delle eccellenze europee sarebbe necessario, secondo Fise Unire,una strategia nazionale uniforme di promozione del riciclaggio, che, come previsto dalla Direttiva Ue 98/2008/CE, preveda la reale applicazione della priorità del riciclo di materia rispetto ad altre forme di gestione. “Continuiamo a riscontrare il mancato rispetto della gerarchia di gestione dei rifiuti, che vede il riciclo prioritario rispetto ad altre forme di gestione, e che deve realizzarsi attraverso atti, regolamentazioni, strumenti ed iniziative concrete, sia a livello centrale che locale. In tale ottica, occorre in primis attivare nuove leve per stimolare il mercato dei materiali riciclati, anche attraverso politiche di green public procurement che in Italia, a differenza di altri Paesi, stentano a decollare” ha spiegato Corrado Scapino, presidente di Unire. Fonte