Urbanistica, il Comune non ha potere di veto automaticoSe la Conferenza di Servizi, convocata per la realizzazione di un’opera, è gestita dalla Provincia, il Comune non ha un potere di veto automatico, nemmeno se l’opera da realizzare ricade per intero nel suo territorio e neanche se le motivazioni attengono a questioni di compatibilità urbanistica. Lo ha affermato il Consiglio di Stato con la sentenza 1180/2014.

Il CdS ha spiegato che il dissenso del Comune deve essere motivato in modo congruo e ragionevole anche se le osservazioni riguardano aspetti di compatibilità urbanistica dell’opera. Allo stesso tempo, le critiche mosse dal Comune devono essere costruttive. Ciò significa che non possono limitarsi ad un parere negativo, ma devono contenere proposte progettuali alternative.
 
Nel caso in cui queste condizioni non vengano rispettate, l'ente responsabile della conferenza di servizi può adottare un provvedimento conclusivo senza prendere in considerazione il parere del Comune.

Il caso esaminato dal Consiglio di Stato riguardava la costruzione e l'esercizio di un impianto di cogenerazione di energia elettrica e calore alimentato da biomasse legnose, delle opere connesse e delle infrastrutture indispensabili al suo funzionamento.
 
L’impianto doveva sorgere interamente nel territorio comunale, ma l’autorizzazione era stata concessa dalla provincia senza tenere in considerazione il dissenso espresso dal Comune.
 
Il Comune aveva quindi presentato ricorso, ma sia il Tar sia il Consiglio di Stato hanno risposto che il parere negativo del Comune doveva essere considerato inammissibile dal momento che non proponeva modifiche progettuali utili a mitigare l’incompatibilità urbanistica dell’opera, ma consisteva solo in un dissenso generico. Fonte