Le previsioni sull'imminente esaurimento degli incentivi, contenute nel rapporto presentato il 22 maggio a Milano dall'Energy & Strategy Group, hanno fatto sorgere non poche preoccupazioni negli operatori del settore.

Come già l'anno scorso, anche quest'anno il gruppo del Politecnico di Milano, diretto da Vittorio Chiesa, ha presentato il rapporto che fa il quadro sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, analizzando e interpretando strategie di business, scelte tecnologiche e dinamiche competitive.

L’Energy & Strategy Group è composto da docenti e ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e ha come scopo quello di censire gli operatori e le iniziative imprenditoriali nel settore delle energie rinnovabili in Italia.

I numeri presentati nel rapporto sono di notevole impatto:

• nel 2013 l’Italia ha raggiunto e superato la barriera dei 100 TWh di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili;

• nel primo trimestre del 2014 si è raggiunto il 39,8% di contributo alla produzione (nel 2013 era stato 32,4%);

• il parco impianti è composto per un terzo della sua potenza da impianti idroelettrici, un terzo da solare e la rimanente parte da eolico, biomasse e geotermico.

produzione da fonti rinnovabili 1

Sempre più vicini al limite di spesa

Ma dal rapporto è emerso anche un dato allarmante, relativo alla previsione sulla durata degli incentivi che – lo ricordiamo –  per quanto riguarda le fonti rinnovabili diverse dal fotovolatico sono regolati dal Dm 6 luglio 2012.

Secondo quanto comunicato dal GSE, il "costo indicativo cumulato annuo degli incentivi" riconosciuti alle FER non fotovoltaiche ha raggiunto quota 5,037 miliardi di euro il 28 febbraio scorso.

Il costo indicativo cumulato annuo degli incentivi è la sommatoria di tutti gli incentivi riconosciuti nell’anno in esame agli impianti da fonte rinnovabile, escluso il fotovoltaico, derivanti dal provvedimento del luglio 2012 e dai precedenti sistemi di incentivazione. Quindi il contatore GSE dà conto degli oneri di incentivazione imputabili agli impianti incentivati con il provvedimento CIP 6 (quota rinnovabile), con i Certificati Verdi o con le Tariffe Onnicomprensive ai sensi del Dm 18 dicembre 2012, agli impianti ammessi ai registri in posizione utile o vincitori delle procedure d'asta ai sensi del Dm 6 luglio 2012 e agli impianti i cui Soggetti Responsabili hanno presentato richiesta di ammissione agli incentivi del Dm 6 luglio 2012 a seguito dell'entrata in esercizio.

Siamo dunque sempre più vicini al tetto di spesa stabilito dall'articolo 3 del decreto: "il costo indicativo cumulato di tutte le tipologie di incentivo degli impianti a fonte rinnovabile, con esclusione di quelli fotovoltaici non può superare i 5,8 miliardi di euro annui".

limite di spesa rinnovabili elettriche 2

Le previsioni dell'Energy & Strategy Group è che il tetto venga raggiunto già nei primi mesi del 2015. Dall'anno prossimo, dunque, tutte le rinnovabili elettriche potrebbero trovarsi costrette a sopravvivere senza incentivi, che abbiano raggiunto o meno la grid parity (una sostanziale parità di costi di approvvigionamento energetico tra fonti rinnovabili e fonti tradizionali) o la market parity (competitività diretta sul mercato tra fonti rinnovabili e fonti tradizionali).

Il direttore operativo del GSE, Francesco Sperandini, presente al convegno di presentazione del rapporto, non ha smentito queste previsioni. 

Considerando che nessun altro stanziamento è stato previsto per il post 2015, appare giustificato l'allarme lanciato dagli operatori del settore, che per voce del Coordinamento Free, hanno espresso "la propria gravissima preoccupazione per l’esaurimento a gennaio, comunicato oggi dal dottor Sperandini del GSE, delle risorse destinate alla promozione delle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche". 

Il Dottor Sperandini ha subito replicato, precisando di avere detto che, se le assumption dell’Energy & Strategy Group fossero state confermate, ne condivideva la conclusione.

Tuttavia, sempre secondo il Coordinamento Free, "la mancata smentita delle assumption continua a giustificare l’appello a Governo e Parlamento perché intervengano in modo da evitare il collasso economico e occupazionale provocato da un così repentino esaurimento delle risorse per incentivare i piccolissimi impianti a fonti rinnovabili". Fonte