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Decreto Aiuti: individuate nuove aree per l’istallazione e la semplificazione dei procedimenti per la realizzazione di impianti rinnovabili

Con la pubblicazione in Gazzetta del dl n. 50/2022 (decreto Aiuti) sono in vigore dal 18 maggio alcune delle misure finalizzate alla diffusione dell’installazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili prevista dal dlgs 199/2021 ed integrato dal dl 17/2022 (convertito nella legge 34/2022).

Si tratta di ulteriori semplificazioni dei procedimenti per la realizzazione degli impianti, anche sugli edifici agricoli, e l’individuazione di nuove aree idonee all’installazione.

L’obiettivo è quello di accelerare la produzione di energia green e di ridurre il più possibile la dipendenza dalle fonti di approvvigionamento russo.

Fonte immagine: Qualenergia

Nuove aree per l’installazione di impianti rinnovabili

Le aree idonee già individuate per l’installazione degli impianti attualmente sono:

  • i siti ove sono già installati impianti della stessa fonte e in cui vengono realizzati interventi di modifica non sostanziale;
  • le aree dei siti oggetto di bonifica individuate secondo le regole del Codice Ambiente;
  • le cave e miniere cessate, non recuperate o abbandonate o in condizioni di degrado ambientale;
  • i siti e gli impianti nelle disponibilità delle società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Alle suddette aree, il provvedimento include anche quelle che non sono ricomprese nel perimetro dei beni sottoposti a tutela e che non ricadono nella fascia di rispetto dei beni sottoposti a tutela; ossia:

  • le aree non interessate dalla presenza di beni sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei Beni Culturali (dlgs 42/2004);
  • le aree non ricadenti nella fascia di rispetto dei beni tutelati ai sensi della parte seconda oppure dell’articolo 136 del medesimo dlgs 42/2004.

Nel dettaglio, viene anche specificato che la fascia di rispetto è determinata considerando una distanza dal perimetro di beni sottoposti a tutela pari a:

  • 7 chilometri nel caso di impianti eolici;
  • 1 chilometro, invece, se si tratta di impianti fotovoltaici.

Semplificazione dei procedimenti per le rinnovabili

La seconda novità introdotta nel provvedimento riguarda le procedure autorizzative per le aree idonee.

Ricordiamo che fino ad oggi, nei procedimenti di autorizzazione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili su aree idonee, ai sensi dell’articolo 22 del dgs 199/2021:

  • l’autorità competente in materia paesaggistica si esprime con parere obbligatorio non vincolante; decorso inutilmente il termine per l’espressione del parere non vincolante, l’amministrazione competente provvede comunque sulla domanda di autorizzazione;
  • i termini delle procedure di autorizzazione per impianti in aree idonee sono ridotti di un terzo.

Il dl Aiuti amplia detta semplificazione anche alle infrastrutture, laddove ricadenti su aree idonee e strettamente funzionali all’incremento dell’energia producibile da fonti rinnovabili:

  • elettriche di connessione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • necessarie per lo sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, qualora strettamente funzionale all’incremento dell’energia producibile da fonti rinnovabili.

Il provvedimento, inoltre, prevede che, entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore, il Ministero della Cultura dovrà stabilire criteri uniformi di valutazione dei progetti di impianti di energia da fonti rinnovabili, idonei a facilitare la conclusione dei procedimenti, assicurando che la motivazione delle eventuali valutazioni negative dia adeguata evidenza della sussistenza di stringenti, comprovate e puntuali esigenze di tutela degli interessi culturali o paesaggistici, nel rispetto della specificità delle caratteristiche dei diversi territori.

Fotovoltaico ed imprese agricole

Il decreto contiene, infine, nuove misure finalizzate a facilitare l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle aziende agricole e accelerare la transizione ecologica.

Le imprese agricole possono incrementare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per realizzare, sui tetti delle proprie strutture produttive, impianti fotovoltaici aventi potenza eccedente il consumo medio annuo di energia elettrica, compreso quello familiare, e la vendita in rete dell’energia elettrica prodotta.

Nell’ottica di aumentare la capacità di produzione di energia elettrica rinnovabile è consigliabile l’utilizzo di un software professionale che esegua correttamente la progettazione tecnica e la simulazione economica di qualsiasi tipo di impianto fotovoltaico, in ogni situazione.