L’applicazione dell’aliquota ridotta al 10% nel regime dell’IVA agevolata in edilizia non è automatica. Come bisogna procedere per vedersi riconoscere dal fornitore l’aliquota ridotta per il lavori edili?

Ecco come richiedere l’IVA agevolata per i lavori ediliDefiniti i confini e le tipologie di interventi che scontano le aliquote al 4%, al 10% o al 22%, è necessario che l’impresa che effettua i lavori edili (anche quelli di manutenzione ordinaria, come abbiamo visto nel post sull’applicazione dell’IVA agevolata in edilizia per i piccoli lavori edili) chieda al committente una dichiarazione con la quale quest’ultimo si assume la responsabilità per l’aliquota IVA ridotta applicata.

I lettori possono scaricare i modelli fac-simile per redigere tali dichiarazioni a questo link.

 

Le dichiarazioni sono diverse e vanno usate in base al tipo di richiesta: esistono dichiarazioni per l’applicazione dell’IVA ridotta in edilizia al 10% e al 4% per lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria e per l’abbattimento delle barriere architettoniche (su questo tema leggi anche questo post), per l’acquisto della prima casa e per quello dei beni finiti.

“Sebbene la dichiarazione richiesta non esonera completamente l’impresa da una contestazione dell’amministrazione finanziaria per l’errata applicazione dell’aliquota IVA ridotta del 10%”, ci spiega Giorgio Confente, autore del volume L’IVA in Edilizia 2014, “la dichiarazione resa dal committente può essere importante per una serie di motivi”.

Quali? Intanto per qualificare i lavori edilizi come manutenzione ordinaria e per accertarsi che il fabbricato su cui si effettuano i lavori ha una destinazione abitativa; si tratta di uno stato di fatto per il quale l’impresa committente potrebbe non essere in grado di acquisire una documentazione certa e aggiornata. Fonte