Negli ultimi giorni si è diffusa una notizia che ha generato un certo scompiglio tra i consumatori. L'informazione, ripresa da diversi organi di stampa, avvisa i consumatori che, presto, si dovranno fare carico anche delle bollette di luce e gas non pagate dagli utenti "morosi". In molti si sono chiesti: ma è davvero così? Ad aumentare l'attenzione sul tema, nelle ultime ore sta circolando un messaggio su WhatsApp che cita Altrconsumo come fonte e invita i consumatori a "decurtare" dalla bolletta un ipotetico importo e pagare solo quanto dovuto: chiariamo subito che si tratta di una bufala. Cerchiamo di capirne di più.

Davvero dovremo pagare le bollette dei clienti morosi

 

Come ci viene segnalato da più fonti, nelle ultime ore sta girando su WhatsApp questo messaggio che invita i consumatori a non pagare le bollette per "coprire i milioni di euro accumulati dai morosi". Trattandosi di una bufala, consigliamo a tutti di evitare di condividerlo ulteriormente perché contiene informazioni sbagliate.

Perché è una bufala?

Non si tratta di un messaggio diffuso da noi che, come precisato più volte, non abbiamo dato alcuna stima di quanto potrebbe finire sulle bollette dei consumatori. Anzi, abbiamo richiesto all'Autorità che quantifichi quanto prima l'eventuale importo. Sul messaggio vengono inoltre menzionate "decisioni del T.A.R." a cui non abbiamo mai fatto alcun riferimento.

Cosa stabilisce la delibera dell'Autorità 

Il polverone è stato sollevato in seguito all'emanazione della delibera ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) numero 50/2018 dello scorso 1° febbraio. Ma cosa prevede questo documento? È un testo che riguarda le relazioni tra fornitori (le società venditrici, quelle con cui stipuliamo un contratto) e distributori (i responsabili del trasporto dell'energia nelle abitazioni), e tra distributori e la CSEA e il GSE per i pagamenti degli oneri di sistema. Quando un cliente non paga la bolletta elettrica non genera solo un buco nelle finanze del suo fornitore, ma provoca un danno anche al distributore che ha già anticipato di tasca sua gli oneri di sistema alla CSEA e al GSE, oneri che spettano, però, al cliente. La delibera mette in piedi un meccanismo per restituire ai distributori una quota degli oneri che hanno già versato, ma che non potranno mai più incassare dai fornitori diventati insolventi perché in sofferenza economica (magari dovuta a vari motivi, tra cui la morosità dei loro clienti finali). La delibera individua quali sono questi crediti irrecuperabili (sempre e solo relativi agli oneri di sistema) ed elimina dal computo tutti quelli che in un modo o nell'altro sono stati recuperati.

Cosa sono gli oneri di sistema di cui si parla

Gli oneri di sistema sono una voce di costo che copre tutte le spese che servono per mantenere in equilibrio il servizio elettrico o del gas e comprende, tra gli altri, anche l'importo pagato da ogni singolo consumatore per finanziare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Come ha precisato la stessa Autorità, la delibera prevede che solo una parte limitata di questi oneri di sistema già versati dai distributori, ma non più recuperabili in altro modo, siano ammessi al meccanismo di recupero. A quanto ammontano questi oneri irrecuperabili? Difficile dirlo perché mancano ancora le cifre reali. L’Autorità afferma che nel breve-medio periodo (almeno un anno) non ci sarà nessun aumento in bolletta, e che se in futuro dovesse esserci, sarà irrisorio.

Quindi pagheremo le bollette dei clienti morosi?

La delibera emanata dall'Autorità mira a sanare solo i crediti inesigibili dei distributori, non quelli direttamente generati dalla morosità dei clienti finali. Resta ancora aperta, infatti, la definizione di come recuperare, da parte dei fornitori di energia, gli oneri di sistema dei clienti finali che, per difficoltà economiche, sono diventati morosi e si sono visti chiudere la fornitura di elettricità. Contrariamente a quanto riportato da diversi organi di stampa, non rientrerebbero in questo scenario i cosiddetti furbetti del "turismo energetico", ovvero quei consumatori che vagano da un fornitore all'altro, lasciando bollette non pagate alle spalle. In questi casi, infatti, il debito pregresso, grazie a un meccanismo chiamato Cmor (corrispettivo di morosità) passerebbe nella bolletta del nuovo fornitore, che è tenuto a richiederlo per poi passare l'importo al vecchio fornitore a cui spetta.

È doverosa maggiore chiarezza per i consumatori

Come abbiamo già avuto modo di comunicare ad ARERA, chiediamo che venga fatta ulteriormente chiarezza su questo provvedimento e abbiamo richiesto che sia fornita al più presto una stima, anche di massima, di quanto potrebbe riversarsi sulle bollette dei consumatori in futuro. Nel caso in cui ci fossero comportamenti penalizzanti per i consumatori o addebiti non dovuti, ci attiveremo per recuperare il dovuto.

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