Per dirti quanto dura un impianto fotovoltaico ti faccio una domanda: “sai quando è stato realizzato il primo impianto fotovoltaico in Italia?”

durata di un impianto fotovoltaico 2Oltre 30 anni fa, ed oggi è ancora in funzione. Nel tempo ha perso, con la dovuta manutenzione, solo lo 0,6 per cento di rendimento, meno del calo fisiologico normalmente stimato per i pannelli più comuni. Il primo impianto fotovoltaico installato in Italia è stato sull’Isola di Vulcano e risale al lontano 1984. Oggi, dopo oltre trent’anni di onorato servizio, l’impianto ancora genera energia pulita e, se guardiamo alla sua produzione complessiva, vediamo come il dato è andato ben oltre le aspettative.

Dunque, un impianto fotovoltaico tenuto in buone condizioni può durare anche oltre i 30 anni, ma in media un impianto dura tra i 20 ed i 30 anni, escluso l’inverter che in genere dura circa 10 anni.  I micro-inverter di nuova generazione, a quanto dicono i produttori, durerebbero 25 anni come gli stessi moduli a cui sono applicati.

I conti economici, chiamati anche “piani di rientro”, vengono stimati quando si formulano i preventivi ed in genere considerano “in via cautelativa” un periodo di funzionamento pari a 20 anni. Si ipotizza la durata ventennale per stimare un piano di ritorno economico“minimo” e “garantito nel tempo”.

Avere idea di quanto il tuo impianto produrrà nel tempo è importante per stabilire con più precisione possibile il periodo di ammortamento dei costi di installazione ed il guadagno effettivo che produrrà durante tutto il suo funzionamento, anche se, in realtà, più che di “guadagno”, sarebbe più consono parlare di “risparmio”. Risparmio in bolletta.

L’impianto fotovoltaico è un investimento nel tempo

Molti pensano che installare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa sia un costo. In realtà, quando ci si presta all’idea di mettere dei pannelli sul tetto, non si tiene presente mai abbastanza che questi moduli produrranno energia per almeno 20 anni, con un minimo di manutenzione e con una sostituzione dell’inverter dopo circa 10 anni.

Questo vuol dire che il costo sostenuto oggi, in realtà, non è un costo ma un investimento, un investimento di medio-lungo periodo, un investimento che nel primo periodo andrà a “coprire” i costi sostenuti e nel secondo periodo andrà a generare un risparmio effettivo sui costi energetici sostenuti in bolletta.

Il risparmio generato aumenta durante tutto il periodo di funzionamento dell’impianto fotovoltaico

Potremmo dire che l’investimento genera un risparmio “incrementale” nel tempo. Perchè? Per risparmio “incrementale” intendo dire che non è costante nel tempo, ma aumenta durante tutto il periodo di funzionamento dell’impianto.

Ecco perchè: il costo dell’energia in bolletta aumenta nel tempo. 20 anni fa l’energia costava oltre il 30 per cento in meno, non solo per via del minor prezzo del kwh, ma anche per minori costi accessori, minori tassazioni e minori costi “di servizio”. Il risparmio che si poteva ottenere 20 anni fa con l’autoproduzione/autoconsumo fotovoltaico era relativo al prezzo delle bollette di 20 anni fa.

Allo stesso modo la bolletta energetica dei prossimi 20 anni peserà sulle nostre tasche in maniera via via maggiore. Per questo motivo l’autoproduzione/autoconsumo fotovoltaico procurerà un risparmio via via maggiore, man mano che il costo del kwh in bolletta aumenterà nel tempo.

Ecco perchè il risparmio generato da un impianto fotovoltaico è “incrementale” nel tempo ed aumenta durante tutto il suo periodo di funzionamento. In altre parole: ogni KWh autoprodotto e autoconsumato è un KWh risparmiato in bolletta, oggi come tra 20 anni.

Da cosa dipende la durata di un impianto fotovoltaico?

Ogni installazione tenuta a regola d’arte, come quella dell’Isola di Vulcano citata a inizio articolo, può durare anche oltre i 30 anni, ma questi sono casi particolari, casi sperimentali e sotto perenne osservazione di tecnici e ricercatori. In realtà in Italia, visto che il primo impianto è stato installato nel 1984, non abbiamo ancora molti elementi di osservazione. Il boom delle installazioni fotovoltaiche, quelle di tipo “convenzionale” e più diffuso, è iniziato non più di 10 anni fa, con il primo conto energia, è ad oggi la gran parte degli impianti in funzione ha meno di 10 anni.

In realtà i produttori dei pannelli garantiscono minimo 20 anni, anche se un impianto tenuto in buone condizioni dura anche più di 25 anni. In ogni caso la durata dell’impianto è relativa al suo livello di manutenzione, al luogo di installazione, ed a diversi altri fattori.

Eccone alcuni che possono influenzare la durata e le prestazioni di un impianto fotovoltaico.

  • La pulizia dei pannelli determina direttamente la quantità di luce assorbita e la generazione elettrica. Le incrostazioni e le impurità, gli escrementi dei volativi, ecc.. fanno durare meno ogni impianto fotovoltaico.
  • L’inquinamento delle grandi città col tempo rovina la superficie dei pannelli: le polveri si possono depositare in profondità e compromettere il buon funzionamento dell’impianto.
  • Il surriscaldamento prolungato dei pannelli può generare molti problemi di rendimento e, alla lunga, anche di durata impianto.
  • Nei posti vicino al mare la salsedine può rappresentare un problema sul lungo periodo.

In ogni caso, una regolare manutenzione annuale, preferibilmente prima della stagione primaverile, contribuisce al florido funzionamento dell’impianto sul lungo periodo ed a garantire la sua massima durata nel tempo.

Quanto diminuiscono le prestazioni dei pannelli nel tempo?

Ogni installazione fotovoltaica non produce costantemente nel tempo. Ogni pannello, ogni cella solare, ha un calo di rendimento fisiologico dovuto all’invecchiamento dei componenti. Principalmente parliamo del silicio di grado solare: il semiconduttore responsabile dell’effetto fotovoltaico che genera elettricità.

Mediamente per ogni pannello si considera un calo fisiologico prestazionale dell' 1 per cento ogni anno. Questo vuol dire che dopo 25 anni la produzione dell’impianto sarà, nel peggiore dei casi, di circa 25 per cento in meno.

Diversi produttori garantiscono un calo di prestazioni dello 0,8 per cento e c’è chi garantisce un calo dello 0,5. Su questa differenza si gioca spesso la “guerra competitiva” tra i diversi produttori delle celle e su questa differenza, infatti, si basa il ritorno economico reale dell’investimento.

Anche secondo una ricerca del National Renewable Energy Laboratory, che si è basata sul monitoraggio di circa 2000 impianti sparsi per il mondo, il tasso di degrado medio è di 0,8 per cento l’anno, ma dipende anche dal tipo di modulo:

  • i moduli a film sottile hanno cali di rendimento un poco più elevati: circa 1,5 per cento l’anno,
  • i moduli in silicio cristallino hanno cali di prestazione di circa 0,7 per cento l’anno.

I pannelli di nuova generazione hanno un livello di degrado inferiore rispetto ai vecchi moduli: in media si ha un calo di circa lo 0,5 per cento l’anno.

In ogni caso in genere è conveniente stimare il dato in maniera cautelativa ipotizzando un calo di rendimento dell’1 per cento l’anno. Fonte

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