Stazioni fantasma del métro trasformate in piscine, teatri, ristoranti o gallerie d’arte. Parigi, sempre a caccia di qualche metro quadro in più, riscopre il suo sottosuolo e sogna di valorizzarlo. Il progetto di Nathalie Kosciusko-Morizet, candidata sindaco di Parigi per l’Ump di Sarkozy, non è nuovo. Fin dai tempi dei Miserabili, Jean Valjean è attratto dalle fogne della Ville Lumière, che Victor Hugo chiamò «la coscienza della metropoli». E anche oggi schiere di appassionati speleologi urbani, i cosiddetti cataphiles, si calano attraverso passaggi non censiti nei 300 chilometri di gallerie della Parigi underground e lasciano con vasti murales il segno del loro passaggio.

SETTE STAZIONI FANTASMA – Andare alla ricerca, muniti d’improbabili mappe, delle stazioni fantasma del métro, è ovviamente proibito, ma la stessa Kosciusko-Morizet ha ammesso di averlo fatto in gioventù, quando studiava ingegneria al Politecnico. Riuscire a penetrare sui quais deserti e bui è magico come accedere a una grotta carsica. «Sono luoghi straordinari, che fanno fantasticare i parigini e mi fanno sognare», ha dichiarato recentemente la candidata sarkozista, che cerca ogni occasione per profilarsi come uno spirito libero, indipendente dai vecchi arnesi della destra nazionale. Da qui nasce il progetto, affidato al giovane architetto parigino Manal Rachdi, che ha già disegnato la futuristica sala della Philharmonie de Paris, e all’urbanista Nicolas Laisné, di riconvertire sette delle undici stazioni del métro dimenticate: Haxo, Porte-des-Lilas, Champ-de-Mars, Porte-Molitor, Arsenal, Croix-Rouge e Saint-Martin, oltre a una vecchia stazione ferroviaria dismessa, sotto gli Invalides.

LA STORIA – Le stazioni fantasma sono un’eredità della lunga storia del métro di Parigi, aperto nel 1900 con la prima linea, in occasione dell’Esposizione universale, e sviluppatosi rapidamente fino a raggiungere in soli tre decenni quasi la dimensione attuale, la più estesa d’Europa. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, la società di gestione Ratp fu costretta a ridurre le corse e a chiudere alcune stazioni, che in diversi casi non furono più riaperte, come Croix Rouge sulla linea 10, considerata troppo poco frequentata. Altre stazioni sono state costruite, ma non sono mai arrivate all’apertura, come nel caso di Haxo, che doveva servire una navetta fra due linee realizzata negli anni Trenta, senza mai diventare popolare. A questa stazione mancano addirittura le uscite, che dovrebbero essere aperte ad hoc.

IL RECUPERO – Il nuovo look delle stazioni dimenticate punta a sfruttarle in funzione sportiva o artistica, come piscine o palestre, teatri o luoghi di esposizione, ma anche come luoghi di convivialità, dal ristorante di tendenza alla discoteca. Le incognite sono molte, soprattutto sui costi. E i pronostici sull’esito del voto di marzo non sono molto favorevoli alla Kosciusko-Morizet, che deve vedersela con una rivale di rango.

LA RIVALE – Anne Hidalgo, la candidata socialista, porta avanti la fiaccola del sindaco uscente Bertrand Delanoë, di cui è stata la vice fin dalla sua elezione nel 2001, partecipando alla realizzazione di progetti verdi, come l’apertura al pubblico di un piccolo tratto della vecchia circolare ferroviaria di Parigi, la cosiddetta Petite Ceinture, che oggi propone di sistemare completamente come una passeggiata lunga 32 chilometri, a beneficio di camminatori e ciclisti. Il progetto della «piccola cintura», che è stata abbandonata dalle ferrovie negli anni Novanta, vorrebbe trasformare questa vecchia linea in uno spazio verde, aperto alle iniziative di giardinaggio dei cittadini e, nei tratti coperti da tunnel, a diversi usi ricreativi e sportivi, ma anche agricoli, come la coltivazione dei funghi o l’allevamento di pesci. Un progetto meno fantasioso, ma forse più concreto della rivitalizzazione delle stazioni fantasma. Fonte