Il Governo della Spagna scrive la parola fine sull “impuesto al sol”, la controversa tassa solare creata dall’ex esecutivo Rajoy. Con un regio decreto del 2015, infatti, il governo aveva imposto nuovi oneri ai produttori fotovoltaici, introducendo delle tariffe di accesso alla rete elettrica, legate sia alla potenza installata (con un costo fisso), sia alla produzione (costo variabile), a prescindere dal fatto se l’energia prodotta fosse consumata in loco o immessa in rete. Non solo. Il provvedimento impediva la condivisione di strutture di produzione fra più utenti e obbligava i proprietari di installazioni tra i 10 e 100 kW di capacità a cedere gratuitamente il surplus elettrico alla rete anziché venderlo. Una vera e proprio stangata al settore dell’autoconsumo fotovoltaico a cui Madrid cerca ora di mettere una pezza.

Come annunciato dal ministro per la transizione ecologica, Teresa Ribera, con nuovo regio decreto il Governo spagnolo ha approvato una serie di misure urgenti a favore dei prosumer, tra cui abolizione della famigerata tassa solare. “Finalmente questo paese si libera di quella grande assurdità, derisa dalla maggior parte degli osservatori internazionali”, ha commentato Ribera specificando che le nuove norme mirano a stabilire il “diritto al consumo condiviso”.

Una cifra chiave che mostra il ritardo della Spagna in questo settore è che un paese così ricco di luce solare ha solo 1.000 installazioni di questo tipo rispetto a più di un milione in Germania”. Ma soprattutto, il Ministero sembra aver capito che l’autoconsumo è uno strumento chiave per generare maggiore indipendenza energetica i rincari nelle materie prime energetiche si stanno facendo sentire nel prezzo delle bollette.

“Dobbiamo alleggerire molti ostacoli burocratici”, ha aggiunto Ribera. “Il cammino è lungo”. Le modifiche normative, approvate lo scorso venerdì dal Consiglio dei Ministri, prevedono, tra le altre cose, la semplificazione delle procedure burocratiche e tecniche per l’autoconsumo fotovoltaico e l’eliminazione della registrazione obbligatoria nel registro di produzione di energia per impianti che non superano i 100 kW.

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