Non è raro imbattersi in strade, piazze, quartieri o intere città illuminate a giorno anche di notte, contro ogni logica di buon senso, utilità pubblica o semplice risparmio energetico. Quando i bagliori prodotti dall’illuminazione artificiale sono fin troppo sfavillanti ci si ritrova a parlare di inquinamento luminoso, uno dei ‘mali’ della nostra società, benchè ancora non si sappia abbastanza delle reali conseguenze che può avere sulla salute degli esseri umani.

Inquinamento luminoso

Ma l’uomo non è immune da tutto questo poiché l’inquinamento luminoso è in grado di condizionare e sfasare il nostro orologio biologico; in altre parole i meccanismi che regolano il corretto funzionamento delle nostre cellule ne risulterebbero gravemente danneggiati predisponendosi alla neurodegenerazione.

A renderlo noto è uno studio condotto dall’Università dell’Oregon, secondo il quale la luce artificiale danneggerebbe seriamente la salute dell’uomo e dell’ambiente. I ricercatori, infatti, sostengono che l’inquinamento luminoso rappresenti uno dei principali fattori distruttivi del bioritmo umano.

Dagli esperimenti condotti sulle mosche della frutta (che hanno meccanismi funzionali dell’orologio biologico simili a quelli dell’uomo), infatti, sono emerse interferenze con il ritmo circadiano e degenerazioni cerebrali paragonabili a quelle che avvengono natualmente con l’invecchiamento. Il risultato è che il tempo di vita medio diminuisce del 32-50%, con una perdita di gran parte delle funzioni motorie e un rapido sviluppo di “buchi” cerebrali.

L’umanità è avvertita: cambiare il nostro modo di utilizzare le risorse energetiche (sia naturali che artificiali) è l’unica strada per sfuggire alla dolorosa sorte della falena… 

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